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Associazione Culturale Codice 21

L’Associazione Culturale Codice 21 è stata costituita con l’obiettivo di dare valore alle ricerche condotte sul tema dell’origine culturale dell’uomo la cui presenza nel territorio di Matera è attestata al momento a partire dal paleolitico medio.
E’ comunemente noto, e oggetto di ricorrente diffusione, che la presenza umana in questo territorio sia stata ininterrotta.

Questo continuità ininterrotta che rappresenta una eccezionale pagina per la storia dell’uomo però non è mai stata dimostrata scientificamente, e la storia a Matera è conosciuta soltanto in modo frammentato, attraverso episodi e contributi che, pur nella loro importanza, non hanno mai davvero chiarito la vicenda umana in questo territorio che certamente custodisce testimonianze eccezionali scientifiche e culturali.

Le ricerche condotte dai membri dell’Associazione Codice 21 iniziano nel maggio del 2004 e sono ancora in corso.
Hanno come obiettivo quello di contribuire allo sviluppo delle conoscenze scientifiche per far luce su quello che non è ancora noto della lunghissima vicenda umana a Matera e nell territorio murgiano.

Queste ricerche hanno prodotto una mole di dati significativa che in primis è stata dedicata al periodo più antico: il paleolitico e il neolitico, e successivamente a quello delle età dei metalli fino al termine dell’età tardo antica.

Codice 21

imageIl termine Codice 21 che insieme al simbolo grafico costituisce il marchio registrato dell’Associazione, indica che il lavoro di ricerca è stato prodotto decodificando i segni, le testimonianze, e infine il paesaggio storico presente nel territorio di Matera ed in particolare nei Sassi e nel Parco della Murgia Materana. Il termine 21 è la composizione di due numeri, 2 e 1 che intendono rappresentare la natura duale della cultura umana ai primordi (il numero 2) e la presenza di un origine culturale (il numero 1).

La figura grafica rappresenta una testa sdoppiata e sovrapposta.

Patrimonio Scientifico

Il riconoscimento dell’UNESCO che inserisce nel 1993 i Sassi di Matera (32 ha), e successivamente nel 2007 parte del territorio ricadente nel Parco della Murgia Materana (circa 1.000 ha), nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità è un riconoscimento culturale ed anche scientifico.

Esso comunque è frutto dello stato delle conoscenze nelle discipline antropologiche e archeologiche degli inizi degli anni 90.
Subito dopo, a partire dalla metà sempre degli anni 90, queste discipline subiscono una profonda revisione critica, presente nella letteratura scientifica internazionale, e verranno affiancate da metodologie e misure proprie delle scienze primarie (fisica e chimica in primis) che forniranno un significativo apporto sulla certezza dei dati delle indagini pregresse e successive.

Oggi quindi il sistema scientifico che studia la storia e l’evoluzione dell’uomo è profondamente cambiato, fatto che ha contribuito notevolmente nell’analisi dei dati raccolti durante le ricerche di Codice 21.

Per questo è stata condotta una importante analisi di tutti i contributi che finora hanno caratterizzato la vicenda umana nel territorio di Matera alla luce dei dati raccolti nel corso della ricerca e del nuovo quadro emergente dalla letteratura scientifica nazionale ed internazionale.

Il risultato più importante, in corso di pubblicazione, riguarda il fatto che Matera non ha soltanto un Patrimonio Culturale, tra l’altro già riconosciuto dall’UNESCO, ma lo stesso costituisce un Patrimonio Scientifico di eccezionale valore per comprendere l’evoluzione storica e culturale dell’uomo a partire dal Pleistocene.

L’importanza della ricerca per la tutela del patrimonio

Nel corso dell’ultimo secolo le attività umane hanno sistematicamente e in maniera crescente distrutto parti importantissime del patrimonio storico e culturale presente nei Sassi e nel Parco della Murgia Materana, in favore di attività che non contribuiscono a caratterizzare l’unicità di Matera e del suo territorio, il patrimonio non viene riconosciuto e tutelato in virtù di una totale mancanza di conoscenza scientifica e conseguente pochezza culturale.

Si sono registrati casi anche molto gravi di distruzione di aree monumentali e monumenti.

Tutto questo deriva in primis da una sostanziale assenza di attività di ricerca in grado di produrre la necessaria conoscenza che deve guidare la gestione di un territorio eccezionale e delle sue risorse.

E’ ormai chiaro ed inequivocabile che i valori culturali che si sono affermati a Matera nel corso dell’ultimi 150 anni non sono sostenuti da alcun fondamento scientifico, fatto che oggi si manifesta in tutta la sua paradossale limitatezza nel momento in cui Matera emerge ancora una volta alla ribalta internazionale per via della nomina a Capitale della Cultura Europea 2019.

Il grande paradosso consiste nel fatto che Matera viene percepita e comunicata come un luogo con una storia lunghissima che inizia nel paleolitico, storia che continuna nel neolitico e nella protostoria senza ininterruzioni sino ad oggi.
Fatto questo che sarebbe di enorme portata scientifica e culturale, ma che nessuno ha mai dimostrato scientificamente dando adito a favole e leggende che ripetutamente vengono presentate in tutti gli ambiti istituzionali, culturali e commerciali.
In altre parole Matera è certamente un luogo eccezionale con una storia eccezionale, ma che nessuno conosce.

Per dare un esempio concreto di quanto sia paradossale il livello culturale legato a questo eccezionale luogo, basti ricordare che tutte le istituzioni e le organizzazioni culturali amano esibire la presenza sul territorio materano di oltre 150 cosiddette chiese rupestri. Nessuna di queste ha un nome e una data riveniente da uno studio scientifico, nè qualcuno ha mai spiegato l’origine e l’evoluzione del fenomeno storico. Per contro tutti gli studi e i contributi anche significativi e meritevoli di far luce sul patrimonio storico sono stati sistematicamente messi a margine ed inevitabilmente dimenticati a favore della diffusione di visioni totalmente personali e prive di qualsivoglia fondamento scientifico.
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